Filmmusik und Ton im CISA
© Pexels / Carlos Santos

Filmmusik und Ton im CISA

Chiara Fanetti 1. November 2024

Wir sprachen mit Marco Poloni, Direktor des CISA über Filmmusik.

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Hat im Lehrplan des CISA auch Komposition einen Platz?

International bieten das nur wenige Schulen an, in der Schweiz meines Wissens einzig die ZHdK. Im kleinen Tessin eine spezialisierte Ausbildung für Filmmusikkomposition aufzubauen, können wir derzeit nicht leisten, das Fach ist zu spezifisch.

Was bietet das CISA im Bereich Ton an?

Wir bilden jedes Jahr Tonmeister aus, die den ganzen Ablauf im Bereich Ton eines Films beherrschen, von den Mikrofonen bis zum Abmischen. Aber es sind nicht Musiker, es sei denn, jemand hat schon davor eine entsprechende Ausbildung gemacht. Wir führen auch Arbeitstreffen durch, so war beispielsweise der in Berlin ansässige Tonmeister Francesco Donadello bei uns zu Gast, und für besondere Projekte stehen wir in Kontakt mit dem Conservatorio della Svizzera italiana.

Welchen Ansatz verfolgen Sie im Audiobereich?

Wir gehen die Klangwelt nicht aus einer Ingenieurperspektive an, vielmehr geht es uns darum, unseren Studierenden ein musikalisches Bewusstsein zu vermitteln. Wir organisieren regelmässig Filmmusik-Analysen mit dem US-schweizerischen Komponisten Paul Eugene Glass, und die Dozenten in den Lehrgängen für Tongestaltung, Massimo Mariani und Alberto Morelli, sind beide Musiker. Ausserdem arbeiten die Studierenden in Teams und üben sich ständig in allen Rollen, auch jenen im Bereich Ton.

Versione originale italiana:

Marco Poloni, direttore CISA

Il programma didattico del CISA ha spazio per la composizione musicale?

A livello internazionale sono poche le scuole che offrono questo percorso, in Svizzera c’è solo la ZHdK a mia conoscenza. Costruire in Ticino, con le sue dimensioni ridotte, una formazione specializzata per la composizione musicale per il cinema attualmente non è sostenibile, è una materia troppo specifica.

Cosa offre il CISA nel campo del sonoro?

Ogni anno formiamo dei sound designer che sanno gestire tutto il workflow del suono di un film, dai microfoni al missaggio, ma non si tratta di musicisti, a meno che non sia per via di una loro formazione precedente. Abbiamo anche delle masterclass, ad esempio è stato da noi il sound designer di base a Berlino Francesco Donadello, e siamo in contatto con il Conservatorio della Svizzera italiana per progetti specifici.

Qual è il vostro approccio al mondo dell’audio?

Il nostro approccio alla sfera sonora non nasce da un punto di vista ingegneristico, vogliamo educare i nostri studenti ad una consapevolezza musicale. Abbiamo incontri regolari sull’analisi delle colonne sonore con il compositore svizzero-statunitense Paul Eugene Glass, e gli stessi docenti dei corsi di sound design, Massimo Mariani e Alberto Morelli, sono musicisti. Inoltre gli studenti lavorano in squadre e sono costantemente esposti a tutti i ruoli, anche quelli legati al sonoro.

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