Castellinaria 2025: mit Kinofilmen aufwachsen
Da «Wider than the Sky» di Valerio Jalongo © Valerio Jalongo

Castellinaria 2025: mit Kinofilmen aufwachsen

Chiara Fanetti 31. Oktober 2025

Ein Blick auf die nächste Ausgabe des Festivals, das vom 15. bis 22. November in Giubiasco stattfinden wird.

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Das Jugendfilmfestival Castellinaria ist seit fast 40 Jahren auf einem anspruchsvollen Gebiet unterwegs: Dort, wo das Filmschaffen auf Bildung, Schule und Zuschauererziehung trifft. Diese Aufgabe setzt die Fähigkeit voraus, kulturelle Veränderungen zu erfassen und in Form einer Erzählung zu vermitteln. «Hinter unserem Programm steckt aber nie die Idee, ein Thema zu finden oder vorzugeben», erklärt der künstlerische Leiter Giancarlo Zappoli. «Die Filme ziehen uns an, und erst danach erkennen wir den roten Faden. Dieses Jahr haben die Filme uns zu vielfältigen Formen der Präsenz von Frauen und zum Thema der elterlichen Verantwortung geführt.»

Diese beiden thematischen Schwerpunkte ziehen sich durch die Wettbewerbe Kids (6-15 Jahre) und Young (ab 16 Jahren) und das Vorabendprogramm um 18 Uhr, das dieses Jahr Dokumentarfilmen gewidmet ist. Das Thema Frauen – nicht nur als Stoff, sondern auch als erzählerisches Bewusstsein – findet sich in ganz unterschiedlichen Filmen wieder: Etwa im Hexenfilm «A Girl Named Willow» von Mike Marzuk, der sich an die Kleinsten richtet und in dem Umweltschutz eine grosse Rolle spielt. Der Film «Girls Don’t Cry» von Sigrid Klausmann, der im Wettbewerb Young läuft und in dem sechs junge Frauen porträtiert werden, widmet sich den Themen Selbstbestimmung und Geschlechteridentität. Interessant ist auch der Schwerpunkt zur elterlichen Verantwortung, der deutlich macht, dass Rollen, die man typischerweise Erwachsenen zuschreibt, bisweilen auch von Jugendlichen übernommen werden, so etwa in «Jeunes Mères» der Brüder Dardennes. «L’intérêt d’Adam» von Laura Wendel und «Una figlia» von Ivano De Matteo thematisieren hingegen die geteilte Verantwortung für Elternschaft.

«Mit den Dokumentarfilmen wollen wir aktuelle neuralgische Punkte beleuchten», erzählt Zappoli weiter, während er mit uns das Programm durchgeht: Zum Beispiel Palästina im Film «All That’s Left of You» der Regisseurin Cherien Dabis, in dem, ausgehend vom Jahr 1948 und aus der Perspektive einer Familie, 40 Jahre Geschichte erzählt werden, oder künstliche Intelligenz in «Wider than the Sky» von Valerio Jalongo (eine schweizerisch-italienische Koproduktion, an der die RSI und Aura Film in Meride beteiligt sind).

Mehr als nur Filme: Verbindungen zu Schulen und zur Region

Für Filippo Demarchi, Leiter der Abteilung Industrie und Mitglied der Programmkommissionen, ist das Festival ein Ökosystem, in dem sich Programmgestaltung, Bildung und Reflexionen ineinander verzahnen. Eines der charakteristischen Merkmale ist der Kontakt mit Schulen: «Wir arbeiten das ganze Jahr über mit Gymnasien und kantonalen Schulen zusammen. Schulklassen nehmen an Diskussionen und Workshops teil, und wir achten darauf, dass die behandelten Themen auch für die Lehrpersonen und den Unterricht von Nutzen sind.» So soll das Gespräch im Anschluss an Jalongos Dokumentarfilm zu einem kritischen Umgang mit Werkzeugen wie ChatGPT anregen, die auch von jungen Leuten täglich benutzt werden. «Manche Schulen sehen in unseren Angeboten eine Gelegenheit für Reflexionen in der Klasse, wir gehen bei der Planung der Vorträge also von ihren Bedürfnissen aus.» In diese Richtung geht auch das Gespräch mit Dörte Schneider Garcia, organisiert in Zusammenarbeit mit dem Torino Film Lab. Sie wird im CISA über ökologisch nachhaltige Filmproduktion sprechen, von der Drehbuchentwicklung bis zur Postproduktion.

Filippo Demarchi, der selbst mit Castellinaria aufgewachsen ist, beobachtet, dass das Festival zunehmend grösser wird. «Früher gab es noch keine Unterstützung durch MEDIA Desk oder die ECFA-Jury (European Children’s Film Association), auch eine Zusammenarbeit mit Schweizer Festivals, wie wir sie heute haben, fehlte.» Ausgebaut wurde im Laufe der Jahre auch der Dialog mit der Industrie, was insofern sinnvoll ist, als die Institutionen dem Filmschaffen für Kinder und junge Erwachsene zunehmend grössere Aufmerksamkeit schenken. «Das Bundesamt für Kultur plant neue Kriterien für die Vergabe von Beiträgen an Filmproduktionen und wird in Zukunft jedes Jahr auch eine bestimmte Anzahl Filme für ein junges Publikum fördern. Gegenwärtig laufen Diskussionen darüber, ob auch Familienfilme oder reine Kinderfilme in diese Kategorie gehören … Eine komplexe Frage.»

Castellinaria konzentriert sich zwar auf Filme für Junge, steht aber auch dem breiten Publikum offen: «Wenn ein Kinderfilm auch das erwachsene Publikum anspricht, hat er eine gewisse Tiefe und ist wirklich gelungen», sagt Demarchi. Für Zappoli richtet sich das Kino an alle, «die Lust haben, schauen zu lernen».

Ab 6. November ist auf PlaySuisse eine neue Kollektion von 14 Filmen verfügbar, die im Laufe der Jahre am Festival Castellinaria gezeigt wurden.

Versione originale italiana

Castellinaria 2025: crescere con il cinema

Uno sguardo alla prossima edizione, che si svolgerà a Giubiasco dal 15 al 22 novembre.

Di Chiara Fanetti

Sono quasi quarant’anni che Castellinaria, il Festival del cinema giovane, lavora su un territorio complesso: quello in cui il cinema incontra l’educazione, la scuola e la formazione dello spettatore. Un compito che non si misura in numeri ma nella capacità di leggere le trasformazioni culturali e restituirle in forma di racconto. «La nostra programmazione non nasce mai con l’idea di individuare o imporre un tema», spiega il direttore artistico Giancarlo Zappoli. «I film ci attraggono, e solo dopo ci accorgiamo che c’è un filo comune. Quest’anno, il cinema ci ha portato verso la presenza del femminile, in molteplici declinazioni, e verso il tema della responsabilità genitoriale».

Due percorsi tematici che attraversano i concorsi Kids (6-15 anni) e Young (dai 16 anni) e la fascia pre-serale delle 18:00, quest’anno dedicata ai documentari. Il femminile, visto non solo come presenza ma anche come coscienza narrativa, si ritrova in opere con approcci molto diversi: «A Girl Named Willow» di Mike Marzuk, fra i titoli per i più piccoli, ribalta il mito delle streghe in chiave ecologista, mentre nel concorso Young si affronta il tema dell’autodeterminazione in «Girls Don’t Cry» di Sigrid Klausmann, che propone sei ritratti di ragazze che affermano la propria identità di genere. Interessante anche il fil rouge sulla responsabilità dei genitori, che mette in luce come dei ruoli considerati ‘da adulti’ possano, talvolta, coincidere con la giovane età: il festival proporrà «Jeunes Mères» dei fratelli Dardenne mentre «L‘intérêt d‘Adam» di Laura Wendel o «Una figlia» di Ivano De Matteo affrontano la genitorialità come responsabilità condivisa.

«Lo spazio dedicato ai documentari intende toccare i nervi scoperti del contemporaneo e dell’attualità», continua Zappoli percorrendo con noi il programma: c’è la Palestina in «Tutto quello che resta di te» della regista Cherien Dabis che, partendo dal ’48, ripercorre quarant’anni di storia attraverso una famiglia, e c’è l’intelligenza artificiale, in «Wider than the Sky» di Valerio Jalongo (coproduzione tra Svizzera e Italia che coinvolge RSI e Aura Film di Meride).

Oltre i film: i legami con scuole e territorio

Per Filippo Demarchi, responsabile Industry e membro delle commissioni artistiche, Castellinaria è oggi un ecosistema che intreccia selezione, formazione e riflessione, dove il legame con le scuole è uno dei tratti distintivi. «Collaboriamo tutto l’anno con licei e scuole cantonali. Le classi partecipano ai dibattiti e agli atelier ed è importante che gli argomenti trattati siano utili anche ai docenti e alle lezioni». In questo senso, la discussione che seguirà il documentario di Jalongo potrebbe offrire degli spunti per guardare con spirito critico strumenti, come ChatGPT, che anche ragazzi e ragazze usano ormai tutti i giorni. «Ci sono scuole che vedono nelle nostre offerte delle possibilità di riflessione per i loro studenti, quindi è partendo dai loro bisogni che abbiamo pensato le conferenze». Va in questa direzione anche l’incontro con Dörte Schneider Garcia, in collaborazione con il Torino Film Lab, che al CISA parlerà di produzione cinematografica sostenibile, in termini ambientali, energetici ed ecologici; dallo sviluppo della sceneggiatura alla post-produzione.

Filippo Demarchi, che è ‘cresciuto’ con Castellinaria, osserva come il festival: «si sta ingrandendo. Anni fa non c’era il supporto di MEDIA Desk o la giuria ECFA (European Children’s Film Association) e nemmeno la collaborazione con tutti i festival svizzeri con cui lavoriamo ora».

C’è stato un ampliamento di dialogo con l’industria, utile anche di fronte alla crescente attenzione da parte delle istituzioni verso le opere audiovisive destinate a infanzia e giovani adulti. «L’Ufficio federale della cultura introdurrà nuovi criteri per l’accesso ai contributi per la produzione cinematografica, sostenendo ogni anno anche un certo numero di film pensati per i giovani. C’è molto dibattito in corso per definire se in questo ambito rientrino anche i film per famiglie, quelli solo per bambini… è un discorso complesso».

Castellinaria, pur concentrandosi sul cinema giovane, resta aperto anche allo spettatore generalista: «quando un film per ragazzi interessa anche il pubblico adulto vuol dire che offre una certa profondità e che è davvero riuscito», ci dice Demarchi. Per Zappoli, «il cinema è per chiunque abbia voglia di imparare a guardare».

Dal 6 novembre su PlaySuisse sarà disponibile una nuova collezione di 14 film proiettati a Castellinaria nel corso degli anni.

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